07 Giu

I segreti del Clay Modeling applicati ad un marchio di Pit-Bike: la storia di Francesco e Stefano Tagliabue.

Abbiamo intervistato due ex-corsisti del programma formativo di Clay Modeling per automotive, Francesco e Stefano Tagliabue, titolari del brand di Pit Bike “Casella Moto”.

Gli appassionati delle moto non si accontentano di acquistare. Mirano invece a personalizzare la propria moto autoprodotta con accessori e modifiche uniche. Sono loro a disegnare le curve che formano il design finale delle carene. I due corsisti hanno partecipato al nostro programma formativo con un obiettivo: sostituire sulla loro due ruote la carena, creandone una nuova in clay totalmente ridisegnata. Coadiuvati dal course-leader DamA, un designer e clay modeler presso importanti aziende del settore automotive. Il lavoro svolto andrà ad inserirsi nella loro gamma di pitbike, moto leggermente più piccole di una motard. Con questa intervista vogliamo capire come i due corsisti abbiano implementato i saperi acquisiti da un corso unico nel suo genere in Italia nella loro realtà aziendale.


1.Parliamo di voi, Francesco e Stefano Tagliabue. Presentatevi e raccontateci di cosa vi occupate attualmente.

Francesco:
Ciao, sono Francesco, sono nato a Milano e sono un appassionato di moto; attualmente lavoro in un’azienda che produce freni industriali, faccio parte dell’ufficio tecnico e mi occupo della progettazione; al di fuori del mio lavoro collaboro con mio fratello, nella progettazione e realizzazione di alcuni componenti per la moto come ad esempio la pinza freno.

Stefano:
Ciao Sono Stefano, 26 anni, il fratello di Francesco.
Da quando sono uscito da scuola ho sempre cercato di lavorare nella prototipazione perchè credo che questo settore sia in continua evoluzione e in forte sviluppo. Dal 2016 ho aperto la mia attività cercando di unire la passione per il disegno a quella delle Moto che nutro da sempre, ho creato il mio marchio di Pit Bike “Casella moto” che mi ha dato grandi soddisfazioni. Offro anche servizi di prototipazione e progettazione conto terzi.


2.Siete stati nella prima classe del corso di Clay Modeling. Cosa vi ha spinto a iscrivervi?

Ci siamo iscritti per vari motivi, Io (Stefano) nutro molto interesse verso questo campo della prototipazione.  Ho voluto iscrivermi per valutare se poteva essere un ulteriore servizio da aggiungere alla mia attività di prototipazione.
Quando si comincia a modellare si perde di vista l’orologio, immergendosi al 100% nel progetto, senza rendersene conto.

Francesco, il motivo principale che mi ha spinto ad iscrivermi è stato la curiosità di conoscere ed imparare una fase fondamentale e poco conosciuta, utilizzata nello sviluppo di un veicolo o nella prototipazione rapida.


3.Durante il corso avete portato avanti la realizzazione di una carena per un vostro progetto aziendale. Potete spiegarci meglio la tipologia di moto alla quale stavate lavorando e gli step successivi al corso che avete affrontato nel completare l’opera?

Abbiamo lavorato ad una nostra moto, una “pit bike”, ossia una moto adatta per circuiti come kartodromi. È simile al motard, ma di dimensioni piu piccole con ruote da 12″. Per il campionato in cui corre la nostra pit bike il limite di cilindrata è di 160cc. La nostra pit bike ha un telaio a traliccio in alluminio 7020. Dopo aver sviluppato il modello in clay della carena  lo abbiamo scannerizzato in 3D e ricostruito al computer, lavorando sui fissaggi ed ai dettagli. Fatte le ultime modifiche al computer abbiamo ristampato la carena in 3D per validare il tutto. Ora siamo prossimi alla realizzazione dello stampo.


4.Modellazione a mano in clay e prototipazione rapida con stampa 3d. Spiegateci i vostri punti di vista, pro e contro di entrambe le tecniche.

Francesco:
Secondo il mio punto di vista sono 2 tecniche da utilizzare assieme per lo sviluppo di un prototipo. La modellazione in clay ti da la possibilità di sviluppare al meglio un’ idea,  modificandolo in qualsiasi istante aggiungendo o togliendo materiale, le modifiche si concretizzano subito. La stampa 3D invece, tramite disegno al computer, realizza l’ idea in modo efficiente, veloce, concreto e soprattutto ripetibile. Il contro però è che ogni modifica effettuata al disegno richiede una nuova stampa per essere apprezzata!

Stefano:
Sono 2 cose che devono crescere assieme, la stampa 3D aiuta molto il modellista in alcune fasi ed è comoda per realizzare alcuni tipi di componenti ma la vera fase creativa non può essere sostituita da un computer, il clay si evolve assieme al progetto, è reale.


5.Il disegno delle curve è una parte fondamentale nell’Automotive Design. Vi siete trovati meglio nel disegnarle in CAD oppure scolpendole sull’argilla?

Stefano & Francesco :
La modellazione al computer è un metodo di lavoro che conoscevamo già in precedenza, il clay essendo una novità è stato più difficile, ma con la tecnica giusta si impara in fretta!


6.Cosa vi ha insegnato il corso di Automotive Clay Modeling e Rapid Prototyping
oltre alle materie proprie dei moduli?

Stefano & Francesco:
Il corso ci ha insegnato un nuovo metodo di lavoro e ci ha fatto conoscere persone in gamba con la nostra stessa passione, cosa fondamentale secondo noi per crescere e confrontarsi.
Se tornassimo indietro lo rifaremmo.

 

7.Ripensate per un attimo al corso a cui avete partecipato. Quale immagine o sequenza vi è rimasta più impressa e perchè?

Stefano & Francesco:
La sequenza d’immagini che ci sono rimaste più impresse, sono principalmente 2; l’inizio e la fine. Partire da un’idea non del tutto definita e ritrovarsi dopo pochi giorni ad ammirare il lavoro realizzato con le proprie mani è un enorme soddisfazione, anche se la strada è ancora lunga.


8.Francesco, tu hai lavorato anche alla realizzazione del freno della neonata moto elettrica Supernova Vehicles, presentata al Fuorisalone 2017 in DamA. Cosa consiglieresti a chi vuole autoprodurre una sua idea di moto o automobile?

Autoprodurre un idea di auto/moto, non è facile, ci vuole molto lavoro, impegno e determinazione. Bisogna avere un’idea chiara e ben definita, in modo da non perdere di vista gli obiettivi. Costruire passo passo ogni componente partendo da un telaio innovativo, un impianto frenante efficiente, una carrozzeria o carena da uno stile unico. Ovviamente la passione deve essere forte, perchè solo con la passione si riesce a curare ogni dettaglio e fare la differenza!

 

Ringraziamo Stefano e Francesco Tagliabue per la collaborazione, e per l’esempio che ci hanno offerto:  come tradurre il workflow della digital manufacturing in una propria realtà aziendale di successo!

Per maggiori info sul brand di Francesco e Stefano Tagliabue visita la pagina facebook Casella Moto

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